Food Cost Ristorante.
Dal costo del piatto alle scelte sul margine.
Calcola quanto incidono gli ingredienti sul prezzo di un piatto. Poi confronta quel dato con i consumi del ristorante per capire dove vale la pena intervenire.
CHS mette in relazione ricette, acquisti, rese, porzioni, sprechi e strumenti di controllo. Quando emerge una priorità, coordina la ricerca e il confronto commerciale con fornitori, software o partner pertinenti.
Cinque passaggi.
Il food cost nasce qui.
Un prezzo d’acquisto corretto non basta se resa, porzione, prezzo di vendita o controllo non sono coerenti.
La formula è semplice.
Il dato va letto nel contesto.
Per un piatto, inserisci il costo standard degli ingredienti della porzione, considerando le rese previste, e un prezzo di vendita sulla stessa base IVA. Ottieni il food cost teorico e la differenza prima degli altri costi del ristorante.
Esempio illustrativo: costo ricetta 3,20 € e prezzo di vendita 15,00 € = food cost teorico 21,3%. Dopo la sola materia prima restano 11,80 € (78,7%) per coprire gli altri costi e l’eventuale utile.
Calcola il food cost teorico del piatto.
Inserisci i due importi. Usa la virgola per i decimali; il risultato si aggiorna anche mentre scrivi.
Il controllo nasce dallo scostamento.
Confronta dati della stessa realtà.
Il calcolatore descrive un piatto. Per misurare lo scostamento del ristorante, ricette vendute e consumo effettivo devono riferirsi allo stesso periodo, alle stesse categorie e a vendite confrontabili.
Quanto prevedono le ricette.
Somma il costo standard delle ricette per le quantità effettivamente vendute nel periodo considerato.
Quanto è stato consumato.
Il consumo degli ingredienti si ricostruisce da inventario iniziale + acquisti − inventario finale, considerando eventuali rettifiche, trasferimenti e scarti.
Le percentuali dividono entrambi i costi per gli stessi 1.500 € di vendite. Lo scostamento indica dove approfondire: da solo non prova quale sia la causa e non definisce un food cost “giusto” per ogni ristorante.
Se il dato non torna,
controlla i punti giusti.
Queste sono verifiche possibili, non una classifica delle cause. Prima di cambiare fornitore o prezzo, individua quale variabile si è mossa.
Una causa individuata.
Un’azione proporzionata.
L’analisi non porta automaticamente a sostituire fornitori, software o processi. CHS coordina il confronto commerciale dove un’alternativa serve davvero; le attività specialistiche restano ai professionisti incaricati.
Dal primo dato a una scelta concreta.
Puoi partire anche con informazioni incomplete: una ricetta, un listino o uno scostamento che non riesci a spiegare.
Il food cost è un numero.
La decisione è ciò che conta.
Se una ricetta, un inventario o un listino non tornano, partiamo da quel dato. CHS ti aiuta a individuare la priorità e a confrontare gli interlocutori utili, senza cambiare ciò che già funziona.
